Up g Stefano Lorenzi, scatti di Natura. g

 

 

Passato:

Fino ad oggi, in questo spazio dedicato a l'unica zona umida ancora esistente nel territorio Cavarzerano, ho sempre inserito foto, dati ed osservazioni puramente naturalistici, col passare del tempo ho però maturato un sempre maggiore interesse per questa zona che ha portato alla continua ricerca di notizie che permettessero di capire come mai un patrimonio così grande non sia mai stato tutelato e valorizzato abbastanza.
Inoltre la curiosità ha sempre portato a chiedermi cosa si pensasse un tempo di questa "area paludosa" e se in passato qualcuno avesse mai ipotizzato di tutelare seriamente il grande patrimonio naturalistico, ricerche in rete e testimonianze di alcuni Cavarzerani mi avevano solo messo ancora più confusione, chi parlava di un progetto per riqualificare la zona, chi diceva che l'area è gestita dal genio civile ed altre informazioni poco precise.
Qualche settimana fa appare sul sito Cavarzereinfiera.it la raccolta di scansioni di un vecchio giornale locale "Il Paese" con tutti gli articoli dal 1984 al 1987, la mia idea è stata immediatamente quella di spulciarle tutte alla ricerca di qualche articolo che trattasse della zona Marice e con enorme sorpresa ho trovato ben 12 articoli.
Prima di continuare è doveroso ringraziare Flavio per il lavoro
che svolge con il suo sempre aggiornatissimo sito Cavarzereinfiera.it e per avermi gentilmente concesso di utilizzare le sue scansioni (immagino sia stato un gran lavoro pubblicare tutto qual materiale) spero possa far piacere sapere che mi sono state molto utili.

 

Questi gli articoli:

Anno 1 numero 0 anno 1984 (Pag. 6)
Il P.C.I. chiarisce alcuni punti dopo essere stato accusato di aver speso o voler spendere presunti miliardi per le Marice, si parla di un progetto di recupero, si scrive inoltre che "le Marice sono diventate oggetto di dibattito a livello Provinciale e Regionale"

 

Anno 1 numero 7 anno 1985 (Pag. 2)
Le Marice sono portate ad esempio come "luogo di interesse ecologico"

 

Anno 2 numero 15 anno 1986 (Pag. 2)
Si legge il titolo "IL WWF DI CAVARZERE IN DIFESA DI UN ISOLA VERDE: LE MARICE, Qualcuno ne vuole fare un grande letamaio"
In questo articolo è molto interessante leggere di un incendio che bruciò il canneto "compromettendo quasi irreparabilmente la vita della fauna e della flora nell'area Marice"
Poi si legge di una passata amministrazione che voleva interrare tutta l'area per renderla coltivabile e di un idea (da parte di chi?) di utilizzarla come deposito/discarica per le ceneri prodotte a Marghera dalle centrali a carbone.
Inoltre è interessante leggere una sorta di cronistoria dalla quale si apprende che già dal 1981 un sindaco Cavarzerano aveva richesto di traformare l'area in coltivabile e sembra sia stato per merito del WWF che questo non sia accaduto.
Altra cosa interessante è leggere che nel programma del PSI si parlava di "recupero della zona Marice come oasi da affidare in gestione al WWF per la salvaguardia dell'ambiente" ed anche sul programma della DC si scrivera a riguardo: "Intraprendere tutte le iniziative atte a valorizzare le risorse ed il patrimonio ambientale esistente nel nostro comune ivi compresa anche la zona Marice"
Ci si interroga poi di chi sia mai la volontà di usare il bacino per lo smaltimento delle ceneri di Marghera.

 

Anno 2 numero 18 anno 1986 (Pag. 8 e 9)
"LE MARICE: UNA ZONA VERDE DA SALVARE" qui l'ex sindaco risponde ad alcune domende, stessa cosa fa un assessore, si apprende che inizialmente il comune era disposto a pagare un affitto di 14 milioni/anno al ministero delle finanze, ma poi, visto gli elevati costi per la bonifica abbandona l'idea.

 

Anno 2 numero 19 anno 1986 (Pag. 8)
"MARICE ADIGE GORZONE CHE FARE?" Si intervista un geometra presidente della Pro Loco che risponde ad alcune domande facendo emergere vari punti interessanti: è molto favorevole alla conservazione e tutela dell'area, propone ampliamenti degli stagni, rimboschimento, gite di carattere ecologico da parte delle scuole, eliminare lo spazio per il tiro al piattello, ed altre concrete opere per il mantenimento in vita della zona paludosa.

 

Anno 3 numero 5 anno 1987 (Pag. 15)
"LA REGIONE PROTEGGE LE MARICE" In questo articolo si apprende come il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Controllo) abbia dato una precisa valorizzazione faunistico-ambientale e come abbia preservato l'area da qualsiasi altro utilizzo, anche qui si legge di un altro incendio nell'area, non è chiara l'entità dei danni provocati.

 

Anno 3 numero 6 anno 1987 (Pag. 7)
Si parla del progetto Lungoadige, si discute sul destino dell'area ma senza nessuna risposta concreta.

 

Anno 3 numero 6 anno 1987 (Pag. 8)
Poche righe dedicate alle Marice, si legge come un gruppo di cittadini abbia creato un comitato antinucleare ed ambientalista, si parla di inquinamento delle falde acquifere nel bacino delle Marice.

 

Anno 3 numero 7 anno 1987 (Pag. 1e8)
Nel programma del PCI si parla di Marice, si scrive di un suo recupero per uso sociale, culturale e turistico, si parla di argini utilizzati come discarica abusiva per materiali inerti
"LE MARICE ALL'ASTA! Ed ora?" in questo articolo è spiegato come l'ufficio del registro di Chioggia abbia messo all'asta l'intera area per uso agricolo, se ne specificano i costi e i vincoli, ci si chiede come questo possa essere accaduto visto che l'idea era quella di tutelare l'area.

 

Anno 3 numero 8 anno 1987 (Pag. 6)
Il sindaco di Cavarzere e l'assessore provinciale si oppongono alla gara d'asta, viene inviato un telegramma all'intendenza di finanza dove è chiesto di sospenderla, si elencano i motivi e si parla del PALAV (Piano d'area Laguna e Area Veneziana) dove le Marice sono inserite come zona umida ad alta sensibilità.

 

Anno 3 numero 10 anno 1987 (Pag. 5)
"LE MARICE APPALTATE" In questo articolo viene confermata la vincita dell'asta da parte di un privato, un agricoltore, Il WWF di Cavarzere dispiacuto dell'accaduto incolpa il sindaco che non ha fatto abbastanza per bloccare l'asta.

 

 

 

Conclusioni:

Dagli anni 80 ad oggi che è stato fatto CONCRETAMENTE nell'area? non spetta a me, semplice appassionato naturalista, dare una risposta, ma è evidente a tutti che da allora nulla è cambiato, anzi, qualcosa è cambiato, gli stagni si sono sempre più interrati ed il canneto ha "colonizzato" l'intera area senza lasciare spazio ad altre importanti specie vegetali, alcuni potrebbero dire che questo è il naturale processo di quell'area oppure obiettare riguardo il fatto che l'uomo vada a "mettere le mani" su un delicato equilibrio, questo è in parte vero ma è da considerare che, a differenza di un tempo, innumerevoli sono stati gli habitat indelebilmente rovinati o del tutto concellati e quindi in certi casi la natura "superstite" non va abbandonata ma salvaguardata perchè, come è il caso delle Marice, non esiste, su tutto l'esteso territorio comunale, un altra zona che possa offrire la stessa varietà di habitat. Quindi perso questo importante scrigno di biodiversità, non ne rimmarrà nessun altro!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

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